[Paesaggio]: il cimitero dei burci

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Ieri mattina in zona trevigiana, a Casier sul Sile, complice il FOMA OPEN DAY (giornata ospitata da Fotomatica – fornitore di materiale per la fotografia analogica) nella quale venivano proposte le carte Foma e un nuovo film, ho fatto un giro al cimitero dei burci. Il percorso, assai suggestivo, è tornato momentaneamente percorribile, dopo la chiusura per intangibilità. Fino a metà gennaio, prima che richiuda nuovamente, si può percorrerlo in bici o a piedi.
Ho scattato un rullo di 10 pose con la across 100 e l’ho sviluppato appena tornato in studio. Mi sembra a prima vista che sia venuto come volevo. Oggi pomeriggio stamperò un paio di fotogrammi e poi vedremo.
Spero di ricavare la seconda fotografia per il nuovo progetto sulle “ombre” (non di vino!).
Con il telefonino intanto uno scatto per rendere l’idea dell’ambiente.

Buona domenica

[wabi-sabi]: una fotografia difficile

In questo brogliaccio che è il blog, mi sento libero di sperimentare idee che spero poi possano dar buon frutto. Accantonato per il momento la fine art col suo bianco e nero, sto insistendo caparbiamente con il colore.

Nella fotografia  a colori a differenza di quella in bianco e nero, si corre il rischio di produrre immagini che sembrano vere senza poi esserlo. E’ ovvio che quello che si vede è pur sempre un’interpretazione soggettiva del fotografo, ma a colori sembra tutto perfettamente reale. Il colore è, in questo tipo di fotografia, l’elemento chiave su cui creare la propria visione. Dominarlo è un requisito fondamentale. Ed è proprio qui che cominciano i problemi!

Queste foto sono difficili da fare poichè è un attimo cadere nella foto-da-rivista-di-giardinaggio o, peggio, nella sciatteria di uno scatto al volo. Sono fatte con un campo normale (35mm) e con un fuoco spinto (f11);  non c’è gioco di piani sfocati multipli o di ombre che disegnano figure astratte; tutto è lì, alla mercè dello sguardo, come una donna nuda in una rivista da camionisti.

Eppure la semplicità del soggetto implica il dover presentare senza artifici, ma non per questo in modo piatto, la scena. Stavo pensando di provare ad usare un pò il flash per gestire meglio le ombre e le luci. Next time.

Un altro elogio all’imperfezione (questa volte pure del fotografo).

 

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