[Film photography]: Ljubjana (2017)

Some shots (MF 6×7) of Ljubjana during a short trip in this amazing city.

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Master_007

Master_006

Master_005

Master_002

 

These are film ( Ilford Delta 100) frames scanned by an Epson V600 with Vuescan, PS & ColorPerfect.

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[Camera oscura emozionale]: A bocca aperta

Acqua (2016)
Acqua (2016)

 

A bocca aperta

rimasi a osservare il tempo che scorreva.

Il suono rimbalzava a terra e ripartiva per gli uccelli

in volo

 

 

Note tecniche

Ho stampato un particolare  del negativo di una vecchia vasca di pietra di fine ‘800 a Tonezza del Cimone.

Scansione di stampa su  Ilford Classic Glossy FB 24 x 30

Pellicola Ilford Delta 100 formato 120 , Mamiya rz67 con Sekor 110 mm f2.8

Sviluppo pellicola Ilford ID-11  1+1, Sviluppo carta MC DEV 1+6

Durst Color Laborator 138 con vetro superiore smerigliato  e testa colori CLS 301. Obiettivo Rodagon 105 f5,6.

Filtro M53 Y17 (grado 3,5  Ilford)  a F11 per esposizione base 20,2″ e bordi a +2/3 Stop

Mi piace modificare il percorso ottico e lavorare sulla carta in modo naturale. Questa volta sul piano focale c’era un vetro smerigliato che ha fuso il suo pattern col negativo. Il risultato è molto particolare. Stampato in grado alto su carta lucida e schiarito all’occorrenza con il ferricianuro dato a pennello.

[Analogico]: tensioni fotografiche

Superficie ghiacciata (2015)
Superficie ghiacciata (2015)

 

La fotografia analogica oramai non interessa praticamente più a nessuno. Siamo rimasti uno sparuto numero di sognatori (che però usano anche e proficuamente il digitale – giusto per dire che non siamo eremiti) a cui piace sporcarsi le mani di fissaggio e di sviluppo, che usano un grembiule per non sporcarsi irrimediabilmente i vestiti, e che si chiudono in spazi a luce rossa  non erotici.

Sono passati già una cinquantina d’anni dalle foto che Brett Weston ha realizzato con uno stile (che a molti non è mai andato giù) rigoroso e assolutamente magistrale. Le sue fotografie, che ho visto, vedo, rivedrò, tante volte dai libri che posseggo, oramai costituiscono quella nuvola di riferimento che mi provoca un’ossessione a volte noiosa e contemporaneamente ansiogena. “Vaffanculo Brett!” mi vien voglia a volte di esclamare, per via della irraggiungibilità delle sue stampe. Con le sue unghie nere, a forza di usare l’amidol (come suo padre Edward), è l’esempio del Maestro che ti guarda e ti sorride… c’è n’hai di strada ancora ragazzo; e tutta in salita per giunta.

Quando l’altro giorno in montagna ho visto il lago ghiacciato, non l’ho visto in realtà come le altre persone che vi sostavano nei pressi. Ho visto solo la superficie ghiacciata e i segni di fratturazione e udito i suoni gorgoglianti provenienti da sotto lo strato di ghiaccio. Ci sono stato una mezz’ora buona, seduto ad ascoltare e a osservare. Poi ho composto questa immagine, vedendola già stampata, immaginandomi sotto l’ingranditore a tirarla fuori dal bianco della carta (Ilford MG Classic fb glossy in 24×30). Questa sopra è la scansione del negativo con una post produzione di simulazione, giusto per rendere l’idea di cosa parlo.  Ma devo fare assai meglio con la vera carta. Non vedo l’ora.

 

 

 

[camera oscura emozionale]: l’attesa

Dopo un giro sui monti, prima che arrivi la neve e con ancora qualche foglia sui rami, durante il quale ho scattato 20 pose (2 rullini 6×7), sono tornato e ho sviluppato i due film. Come al solito, nonostante le note redatte sul blocchetto di ripresa, che è parte integrante dell’attrezzatura fotografica, fino a che non si sviluppa il negativo si convive con il dubbio ( diciamo pure ansia) amletico se gli scatti siano riusciti o meno.

Questa volta ho voluto appaiare alla mia solita Fuji Acros100 (che uso con un IE di 64 iso), la ben più nota Ilford Delta 100. Anche quest’ultima l’ho usata a 64 iso, per mia comodità. Non so perchè l’ho presa in realtà, con la Acros del resto mi trovo molto bene e la conosco, ma la curiosità di provarla è stata forte. E’ un pò come quando si ha voglia di cambiare gusto del gelato o della pizza.

Sono 2 pellicole abbastanza diverse nella resa visto che le loro caratteristiche non si eguagliano. Per i tempi lenti, fino a 2″ poi la Across segue la legge di reciprocità mentre la Delta ha bisogno già  dopo 1/2″ di compensazione nell’esposizione. E sulle tabelle, a meno che non si costruiscano da sè con buoni test, è come andare a campi. Il fattore rischio, quindi non è stato basso.

Ho iniziato subito in mattinata la prima serie di 10 scatti con la Delta… e il primo scatto, come al mio solito, è stato un vero fallimento.

La scena era in una faggeta nel bosco, con il sole in pieno controluce tra i tronchi (era ancora basso) che rapidamente si muoveva. Sono scene veloci che vanno colte rapidamente. Come in una scena al rallentatore alla Matrix, nella quale il protagonista Neo schiva i proiettili, mi vedevo nel montare il cavalletto, la fotocamera, i filtri, il cavo flessibile, misurare la luminosità con l’esposimetro, riflettere, riflettere, riflettere, mettere a fuoco, inquadrare e finalmente scattare. Ok, però ne faccio due con tempi diversi, volevo provare il controluce anche con i raggi entranti nell’obiettivo e… Cazzo! Ho lasciato per errore la leva del dorso in Multiesposizioni…. imprecazioni a raffica degne di una Nikon D4.

Così le prime due foto se ne sono ite.. OK l’esordio con la Delta non è stato dei migliori. Poi però, riscaldato dal sangue fluente non  solo non ho più sentito freddo ma sono riuscito a godermi la giornata in concentrazione e leggerezza.

Alcune scansioni appena fatte di un negativo Ilford Delta 100 nel formato 120, sviluppato in Ilford ID11 1+1 a 6′ alla temperatura di 25°C.

Colli Euganei
la faggeta

 

Colli Euganei
la faggeta

 

Colli Euganei
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Colli Euganei
Orto montano

 

Colli Euganei
gli amanti

 

Colli Euganei
il ciliegio

 

Colli Euganei
il ciliegio sull’altura

 

I risultati, almeno a vedere i negativi, mi paiono buoni. Adesso il banco di prova vero e proprio è sotto l’ingranditore. Spèrem ben!