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[Web Music & Payment]: case study: Thom Yorke & BitTorrent’s paygate bundle [Italian]

Di questi giorni la notizia che Thom Yorke, già membro dei Radiohead (la parola leader non mi garba..),ha rilasciato il suo ultimo lavoro da solista (Tomorrow’s modern boxes) via BitTorrent. A pagamento, con una fee di soli 4 euro (6 US$).

Tutti entusiasti ne parlano intendendo che finalmente è arrivata una novità: la mazzata alle case di distribuzione che fanno levitare i costi dei prodotti finali (musica in qusto caso -> vinili,cd, files da iTunes , etc..).

In realtà, essendo un fruitore del protocollo torrent per interscambio di files, da quando è apparso, mi sono chiesto come funziona il sistema di distribuzione a pagamento. La domanda non è peregrina, in quanto la caratteristica di questo sistema è quella di scaricare/inviare contemporaneamente a tutti i client connessi in rete in quel momento, particelle (pacchetti) di bit che compongono il file da scaricare (bundle se sono più files pacchettizzati assieme: immaginate un archivio zip contenente tanti files al suo interno). Funziona così: una volta scaricato un client che gestisce il protocollo torrent (ce ne sono tanti gratuiti), si inserisce l’indirizzo e nome del file (come in un browser) e si inizia a scaricare il file. Da dove? Quando si cerca un file in rete con protocollo torrent (cercate su google ad es.: “yorke erase torrent”, si ottiene una lista di indirizzi. Scaricate il file .torrent e datelo in pasto al client torrent. Es voilà.. magicamente il file inizia a prendere forma nel vostro pc.

I file .torrent, inoltre, contengono l’indirizzo URL di uno o più tracker (server traccia), utilizzati per localizzare le sorgenti che posseggono il file o parte di esso. Il tracker si occupa di coordinare i rapporti fra utenti richiedenti il file e quelli che lo offrono. Solitamente, i siti tracker forniscono anche delle statistiche sul numero di trasferimenti, il numero di nodi che hanno completato la copia del file e il numero di nodi che ne posseggono una copia parziale.[da wikipedia]

Si scaricano pezzettini da tutti i pc che condividono anche solo pezzetti di files e si inviano a propria volta i propri pezzettini agli altri ch ene necessitano per completare il file. E’ un do ut des. Tutta questa condivisione è free. La pirateria si basa su questo principio. Io mi compro il film, lo scarico sul mio pc e lo “dono” alla rete for-free via torrent. Da questo momento è disponibile gratis in rete (in tutto il mondo). Capito la solfa? Senza entrare in questo argomento, passiamo all’incipit. Ora è possibile scambiare i files a pagamento (che chi li mette in rete non vuole dare gratis) solo tra utenti che l’hanno già pagato a loro volta. Quindi tutti si paga, ma l’architettura di rete di distribuzione del file è comunque del tipo peer-to-peer. I vantaggi di questa architettura di rete sono veramente notevoli (fast & reliable).

In  parole ancora più povere, Thom ha distribuito il bundle su Bit Torrent rendendolo a pagamento e indicando alla società Bit Torrent il suo conto corrente. Per ogni download effettuato (si paga prima di scaricare, ottenendo una chiave segreta che permette di agganciarsi alla rete a pagamento per ottenere quel solo file) un buona parte scivola nel suo c/c.

Ecco il bypass delle major di disitribuzione.

Che dire.. iTunes Fuck You!

Btw l’album mi piace abbastanza, devo ascoltarlo ancora qualche volta. 4 euro per questo meritano. Almeno eticamente è un gesto lodevole. L’unione fa la forza.. se si dimostra che è un modello di business vincente allora è la volta buona che qualcosa cambi.

The good news is, however, that the paywalled version currently has more people sharing than the pirated one [http://torrentfreak.com/thom-yorke-releases-album-via-bittorrent-140926/]

Bittorrent
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