[Film photography]: Ljubjana (2017)

Some shots (MF 6×7) of Ljubjana during a short trip in this amazing city.

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These are film ( Ilford Delta 100) frames scanned by an Epson V600 with Vuescan, PS & ColorPerfect.

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[Thinking]: Artista vs. Rabdomante

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Si continua a sopravvalutare l’artista, a considerarlo un individuo speciale perché dotato di un genio e un talento non comuni, quella genialità e quel talento non comuni invece non esistono, sono contestuali, sono qualità che vengono attribuite arbitrariamente con l’unico scopo della speculazione economica, l’artista è un utile idiota. Il rabdomante invece è la figura paradigmatica del cercatore, nulla si crea dal nulla, tutto si trova dal gioco della cerca che è spesso e volentieri un gioco che avviene per condivisione.

Quanto alle nuove psicogeografie, penso che dovremmo cominciare a uscire dal GRA, già Warbear all’epoca ce lo diceva, le cose più interessanti dal punto di vista psicogeografico non stanno più nella “città compatta”, ma nei suoi spazi dispersi, laddove la Roma compatta si conurba con la Roma diffusa.
cfr: http://www.dainese-photography.com/wp/about/

[Once upon a time]: Old venetian farmhouse

Old venetian farmhouse
Old venetian farmhouse

This is an ancient  house (Villa Dondi Dall’Orologio Sgaravatti, a.d. 1552) that was burned three times since 1950.

Project “Echoes of silence”

Tech notes: Ilford delta 100 + red filter + Id11 1+1 + Mamiya rz67 + sekor z 50mm f4.5

Villa Sgaravatti a Giarre di Abano Terme è una grandiosa, ma purtroppo da tempo abbandonata (a causa di tre incendi che a partire dalla seconda metà del ‘900 la distrussero quasi completamente), villa veneta. Il complesso a corte chiusa è formato dall’edificio principale, le barchesse, la torretta e il piccolo oratorio. La data probabile di costruzione della villa è molto probabilmente il 1552, data che appare anche sulla facciata della villa. Già proprietà dei Dondi dell’Orologio e poi dei Wollemborg (ricchi ebrei padovani di origine tedesca, proprietari fino agli anni venti di gran parte dell’attuale Giarre), fu in seguito acquistata dalla famiglia Sgaravatti di Padova, che utilizzò parte del terreno antistante la villa come vivaio. La torretta si presume sia stata costruita in epoche diverse: la parte contenente la scala termina con un cornicione che riproduce esattamente quello della edificazione settecentesca, mentre quella superiore per tipologia delle scale esterne, le ringhiere ed il belvedere, la si può inquadrare nell’ottocento romanico. L’interno della villa ha subito rilevanti rimaneggiamenti fino ai primi del ‘900 (inseriti i bagni, i locali di servizio) è stata edificata la scala ad est  e sono state tamponate alcune finestre. La facciata a nord è priva di intonaco perché è stata rimossa un’edera che in passato copriva completamente la muratura.

Per raccontare la storia di Villa Sgaravatti dobbiamo risalire al 1300 quando appare nella zona termale la famiglia Dondi con Isacco, (il cui figlio Jacopo fu il costruttore del primo orologio di Padova, per questo al loro cognome venne aggiunto l’appellativo Dell’Orologio) che fa edificare un ospedale termale Santa Maria di Montaon. Nel 1379 Giovanni Dondi Dell’Orologio lascia un testamento a favore dei poveri della città. Nel 1523 Girolamo da Urbino riceve tramite permuta con Francesco Tolenis che abitava a Giarre, un appezzamento di terreno. Il figlio di Girolamo da Urbino, Bernardino, sposa nel 1533 la figlia di Gaspare Dondi, Margherita. Nel 1570 Bernardino da Urbino fa testamento lasciando la proprietà ai figli della sorella Francesca Dondi dell’Orologio. Nel 1615 la villa risulta di proprietà di Baldassarre e Francesco Dondi, rispettivamente uno dei figli di Lucrezia e il loro nipote, figlio di Girolamo. Nel 1668 dal censimento la villa appare di proprietà di Carlo Dondi, figlio di Francesco (precedente proprietario). Nel 1704 diveta proprietario della villa, Antonio Dondi, nipote di Carlo. Nel 1762 appaiono i nomi dei marchesi Scipione e il Rev. Canonico Francesco Dondi, rispettivamente fratello e figlio di Antonio Dondi. Nel 1783 il marchese Franscesco Antonio Carlo Dondi fa edificare l’oratorio in onore della Beata Vergine Maria e fa costruire la seconda parte della villa. Nel 1792 il marchese Antonio Carlo, per conto dei marchesi Scipione e Monsignor Francesco (che erano fratelli) diventa proprietario della villa. Dal catasto napoleonico, nel 1808 risulta proprietario Scipione Orologio, figlio di Gaspare. Nel 1846 dal catasto austriaco e austro-italiano, si evince che il proprietario è Scipione Rinaldo Dondi ma è amministrata dal figlio Francesco. Dal mappale risulta l’edificazione della colombaia di stile neogotico veneziano, la casetta di fianco la villa e un altro edificio vicino alla colombaia che non esiste più ma che si vede dalla foto storiche. Nel 1900 Dal catasto italiano risulta che la villa passa in proprietà a Maurizio Wollemburg (benefattore dell’ospedale civile di Padova, più volte deputato al Parlamento e consigliere comunale ad Abano) figlio di Giuseppe. Il passaggio tra le due famiglie non è chiaro come sia avvenuto. Nel catasto appare di loro possesso la “casa di villeggiatura e l’oratorio privato”. Il 10 novembre del 1920 risulta l’atto di compravendita da parte di Vittorio Sgaravatti figlio di Antonio. Resterà di proprietà degli Sgaravatti che la adibirono a vivaio, fino alla fine degli anni ’80. Coloro che ci lavorarono erano circa 600 persone provenienti non solo da Abano, ma anche dai paesi vicini, di cui 300 uomini, 200 donne, e 100 ragazzi dai dodici ai vent’anni.

(from http://www.visitabanomontegrotto.com/territorio/ville-venete/villa-sgaravatti-abano-terme/)

[Sci-Fi Photography]: The Portal

Limite invalicabile (2016)
Limite invalicabile (2016)

This is a special place where there is a portal for time travelling. The characteristics of this portal is that it link reality with art. Just in front of you there was the access to a secret military zone, but actually is closed.

Only one of the two doors is real. And you have only one possibility to try.

Now we should continue, time is ending. On the right you can follow a path to the medioeval bridge.

On the left instead  an ascetic portal protected by a thick glass  permits you to reach the Saints.

The trash bin is the mailbox where messages are left. Inside you can exchange messages between the two worlds.

Others objects lying in this place with different meanings. But those are just for your protection.

So, if you pass close here, don’t miss the opportunity to take a deep look at this portal, and, why not, to try the trip! All this it’s not about science but art.

[Architettura]: B4 in splishit mode

Hotel B4 (Padova)

B side
B side

 

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A side

 

Ilford Delta 100 (120 -6×7)

Negativo digitalizzato via scanner + tecnica splitshit ™

Giusto per dare un pò di colore (oggi sto proprio male).

 

 

[Venezia in analogico]: prima uscita in 6×7

Prima uscita con la Mamiya rb67 & sekor 110 f2.8.

Sono passato al formato 6×7.

Provenendo dal 6×6 che richiede una visione nel “quadrato”, passare a questa che è diversa, poi dal digitale e dal 35mm (24×36), richiede una nuova forma mentis.

Però.. è fantastico.

La prima uscita ero indeciso se farla in montagna o in un luogo più comodo e meno impegnativo come Venezia.

Alla fine, nonostante la bella giornata di sole, la ragione ha avuto la meglio sull’istinto e ho optato per la città sull’acqua.

I primi scatti, che emozione. Questa macchina ti da l’impressione di avere per le mani più di un medioformato qualsiasi.

Il pozzetto è così grande e luminoso che sono rimasto un pò imbambolato ad osservare il mondo attraverso questa strana finestra.

Come pellicola ho optato per la fp4+ a 125 iso nominali.

L’ho sviluppata in ID11 a 1+3 in N nominale come da tabella (20′).

Questi sono alcuni estratti del negativo scansionato.

Posso dire che mi sento soddisfatto da questo primo rullino e dallo sviluppo.

Non ho ancora la dimestichezza come nel digitale, ma un poco alla volta…

Adesso mi aspetta in camera oscura la fase di stampa nella quale dare corpo a queste immagini interpretandole al meglio.

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