[Mountains]: Cimon della Pala

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Cimon della Pala (2015)

Fuji Across 100 / Mamiya RZ67 / Sekor z 110mm f 2.8

The print (30×40) on FB Ilford Classic glossy paper it’s awesome. The picture here don’t get the real feel (as usual ^_^ )

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[Alberi e boschi]: profumo di resina

Profumo di resina
Profumo di resina

Nel bosco l’olfatto lavora in continuità. Da questa catasta di pino si espande il caratteristico profumo di resina. Compensa forse la fretta, e quindi la poca cura, con cui è stata realizzata. Normalmente le cataste di legna tagliata sono bellissime da vedere, soprattutto se ci sono tagli di alberi vecchi e grossi.

[Portraits]: Undici alberi

Undici ritratti di alberi scattati in montagna tutti in un giorno.

Un giorno particolare nel quale camminando ho incontrato uno alla volta questi alberi, sparsi in mezzo a tutti gli altri nel bosco. Sono emersi da soli, senza cercarli.

E’ in fondo il senso della fotografia: apertura di animo e saper ascoltare e captare quello che succede. Le fotografie sono venute naturalmente sena forzature.

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[Analogico]: tensioni fotografiche

Superficie ghiacciata (2015)
Superficie ghiacciata (2015)

 

La fotografia analogica oramai non interessa praticamente più a nessuno. Siamo rimasti uno sparuto numero di sognatori (che però usano anche e proficuamente il digitale – giusto per dire che non siamo eremiti) a cui piace sporcarsi le mani di fissaggio e di sviluppo, che usano un grembiule per non sporcarsi irrimediabilmente i vestiti, e che si chiudono in spazi a luce rossa  non erotici.

Sono passati già una cinquantina d’anni dalle foto che Brett Weston ha realizzato con uno stile (che a molti non è mai andato giù) rigoroso e assolutamente magistrale. Le sue fotografie, che ho visto, vedo, rivedrò, tante volte dai libri che posseggo, oramai costituiscono quella nuvola di riferimento che mi provoca un’ossessione a volte noiosa e contemporaneamente ansiogena. “Vaffanculo Brett!” mi vien voglia a volte di esclamare, per via della irraggiungibilità delle sue stampe. Con le sue unghie nere, a forza di usare l’amidol (come suo padre Edward), è l’esempio del Maestro che ti guarda e ti sorride… c’è n’hai di strada ancora ragazzo; e tutta in salita per giunta.

Quando l’altro giorno in montagna ho visto il lago ghiacciato, non l’ho visto in realtà come le altre persone che vi sostavano nei pressi. Ho visto solo la superficie ghiacciata e i segni di fratturazione e udito i suoni gorgoglianti provenienti da sotto lo strato di ghiaccio. Ci sono stato una mezz’ora buona, seduto ad ascoltare e a osservare. Poi ho composto questa immagine, vedendola già stampata, immaginandomi sotto l’ingranditore a tirarla fuori dal bianco della carta (Ilford MG Classic fb glossy in 24×30). Questa sopra è la scansione del negativo con una post produzione di simulazione, giusto per rendere l’idea di cosa parlo.  Ma devo fare assai meglio con la vera carta. Non vedo l’ora.

 

 

 

[Cartolina]: aspettando la neve

Cimon della Pala

Dalla cima Cavallazza

Qui in zona tutti aspettano la neve un pò pregando e un pò imprecando. “La neve è business” è questo il mantra che si leva da queste zone, che sulla neve hanno costruito il loro benessere economico. Le previsioni meteo sono vissute come le partite di calcio e poco ci manca che ne nasca una schedina dedicata. Visto come il clima sta mutando, forse è il caso che  gli imprenditori locali incomincino a fare rete e a traguardare verso un’economia più culturale  e meno basata su miracoli climatici.

Il “sabato dell’Immacolata”, classico periodo turistico pre natalizio, era praticamente deserto, se non per qualche sparuto gruppetto di romani (ma solo loro vengono da queste parti?) che alto-vociavano in montagna con le loro pillole di saggezza capitoline.

Le piste di sci, molte aperte grazie ai cannoni sparaneve, sembravano delle strisce irreali, di plastica, nell’insieme paesaggistico di questo parco naturale. Rendevano molto bene il senso dello sport consumistico: vestiario hitech coloratissimo e montagna vissuta come un luna park.

Il momento magico che ho vissuto quel giorno è stato l’incontro con l’aquila. Mentre salivo, con il fiato corto dallo zaino carico di attrezzatura fotografica, è passata un’aquila a circa 10m in altezza sopra di me e l’ho seguita nel suo volo leggero ed elegante per la dorsale. Era bellissima; nel silenzio interrotto solo dalle folate di vento, assistevo ad una magia visiva.

In attesa di stampare i due rulli di b/n, una cartolina fatta con il telefonino.