[Anima]: La nostra Luna

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Lun 9 set 19:54 (Italia)

E’ sempre lei, sempre la stessa. Eppure quando sorge e fa capolino sopra i tetti è come se fosse sempre una nuova scoperta.

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[Meraviglie]: con il naso all’insù

Tre foto che mi hanno dato molta soddisfazione in questi giorni.

Vuoi per via della tipologia di cielo (@#!-bip-zy#) che abbiamo nella pianura padana,

vuoi per il piacere di osservare e confrontare con immagini note raccolte attraverso attrezzature telescopiche di tutto rispetto.

Sono tutte fatte su cavalletto con il 200 mm (o con il moltiplicatore 1.4x) e con il sensore della D700 a 1600 o 3200 iso.

Tecnica di stacking (32 foto in genere + altrettante tra dark frames e bias frames).

Insomma un pò di impegno nel scattarle e nell’elaborarle.

 

 

M57 Nebulosa Anello della Lira
M57 Nebulosa Anello della Lira

 

M13 ammasso globulare in Ercole
M13 ammasso globulare in Ercole

 

 

M31 Galassia di Andromeda
M31 Galassia di Andromeda

 

La prossima sessione fotografica notturna spero di riuscire a farla in montagna in tendina.

[Astro esplorazioni]: Sole e stelle

In questi giorni ferragostiani, con il meteo sfavorevole all’osservazione degli astri, ho ripreso in mano qualche elemento di astrofotografia. Quando c’è il tempo allora la curiosità può essere più facilmente soddisfatta. E così, leggendo riviste di Sky&Telescope e girovagando in rete, mi è tornato il prurito di fotografare qualcosa. Non ho telescopi o montature equatoriali, ma solo il treppiede fotografico. Armato di nikon d700, di 80-200 nikkor f2.8 e di moltiplicatore di focale 1.4 x mi sono messo a pensare al modo migliore per ottenere qualche piccola soddisfazione. E sì, perchè tutte le immagini che si vedono in giro sono ottenute almeno utilizzando pose lunghe (>10″) e quindi su montature motorizzate, al fine di compensare il moto di rotazione del nostro pianeta.

Quindi giocoforza stare nei 2 secondi circa al max di esposizione. Utilizzando l’accoppiata tele a f2.8 + moltiplicatore di focale 1.4x, ho utilizzato un 300mm f/4. Come sensibilità la Nikon D700 a 6400 iso qualcosa regge ancora senza disturbare eccessivamente l’immagine. Con un pò di test ho verificato che oggetti posti allo zenith sono fotografabili con un tempo di posa di 2″, senza che lascino strisciate fastidiose e particolarmente evidenti.

Ultimo punto, il più dolente, l’inquinamento luminoso e la luce lunare. Il seeing di queste serate è davvero pessimo. Quindi tutto quello che ho ottenuto è stato fatto nell epeggiori condizioni possibili. Il che vuol dire che c’è un buon margine di miglioramento !

Tolte tutte le parti tecniche (ma veramente necessarie in questo genere di fotografia) sono passato finalmente alla parte più creativa: l’osservazione degli splendori dello spazio.

 

Sagitta
costellazione Sagitta

La “Freccia” o Sagitta, è stata la prima costellazione che ho osservato iun assoluto, quando iniziai ad interessarmi di astronomia (1986).

L’avevo trovata descritta nell’uscita del mese della rivista “L’Astronomia” ( a quel tempo non avevamo internet) e mi ricordo che per tutto il mese avevo solo quella da osservare in dettaglio, con un binocolo 10×50, che posseggo ed utilizzo ancora.

Questa foto quindi è stata fatta in omaggio alla mia “iniziazione” alla scienza “oscura”.

 

CR 399 CoatHanger Cluster
, CR 399 CoatHanger Cluster

 

 

1/8000 sec, f/22, 300 mm
Sole – 1/8000 sec, f/22, 300 mm

Il Sole. Ho provato a fotografarlo per capire cosa si riesce a fare. Occorre proteggere il teleobiettivo ( e il sensore e soprattutto gli occhi!!) schermandolo opportunamente. Ci sono degli appositi fogli di “black polymer”, economici fatti apposta (senza arrivare ai filtri in vetro solari costosissimi). Io ho usato in cascata (sovrapposti) tre filtri ND:8  +3 +3 e ho dovuto comunque porre un f22 e 1/8000 di secondo. Con tre filtri l’immagine degrada abbastanza. Le macchie solari però si vedono lo stesso (si confrontino con http://cfivarese.altervista.org/SI_Macchie_solari_real_time.html).

 

Infine qualche dettaglio tecnico ulteriore:

Per migliorare al massimo la qualità delle  fotografie ho usato la tecnica dello stacking, cioè effettuare tante riprese dello stesso oggetto e poi riprendere pure un certo numero di immagini nere (foto con il tappo sull’obbiettivo)per eliminare in fase di elaborazione il rumore di fondo. Quindi per ogni soggetto da fotografare ho scattato 32 foto (images)+ 16 “nere” (dark frames) + 16 “nere a tempi veloci” (bias), tutte in modalità raw a 14 bit. Il tutto è stato dato in pasto al programma DeepSkyStacker (http://deepskystacker.free.fr/english/index.html )e poi condito con un pò di Photoshop.

Per facilitarmi la vita, ho collegato la fotocamera via cavo al pc portatile (tethering). Utilizzando un bel programma sviluppato per le Nikon (http://www.controlmynikon.com) , veloce e “leggero” (Adobe Lightroom permette pure di lavorare in tethering, ma richiede un pc ben carrozzato), ho comandato la fotocamera da remoto programmando le riprese in sequenze temporali (time lapse) ottenendo un riscontro in tempo reale.

Come mappa stellare uso Stellarium (gratis e open source, fatto molto bene — www.stellarium.org/it/) e un atlante cartaceo (utile sul campo), stampato da un pdf (Deep Sky Hunter – star atlas http://www.deepskywatch.com ) messo a disposizione da Michael Vlasov – che ringrazio infinitamente.