[photographers]: Igor Kostin

i_kostine

Igor Kostin è diventato famoso essendo stato il primo fotografo che il giorno stesso dell’incidente, il 26 aprile 1986, ha sorvolato in elicottero la centrale nucleare di Chernobyl. Sua la foto diventata famosissima della centrale sventrata dall’esplosione del reattore numero quattro. Scattata ovviamente senza la minima conoscenza della pericolosità dell’evento in quanto il tutto era ancora in divenire. La foto è unica in quanto è stampata dall’unico fotogramma del rullino che si è salvato (era il primo e quindi quello più all’interno del rullo, il più protetto). Tutti gli altri fotogrammi del negativo sono infatti bianchi a causa delle radiazioni presenti nel luogo.

Sto leggendo il libro che è stato pubblicato in Italia da EGA “Confessioni di un reporter” oramai fuori catalogo (reperibile in spagnolo su ebay). Non sono riuscito a trovarlo nemmeno nei cataloghi delle biblioteche, né in quelle pubbliche né in quella universitaria. Perseverante come al solito, sono riuscito ad ottenerne in fine una copia su file da un sito russo. E sorpresa: il libro era la versione in italiano!

igor kostin - confessioni di un reporter

Il libro è fotografico e le immagini sono sostenute da didascalie di Kostin che son semplici ma dirette. E’ proprio questa caratteristica che rende la storia importante, contribuisce a dare il senso di smarrimento e di tragicità degli eventi, così come sono stati vissuti dalla gente del posto.

Mi ricordo benissimo quei giorni, ero all’Università all’epoca, delle notizie altalenanti che arrivavano dai media, di come la guerra fredda ammantava le notizie e le trasformava. Non c’era internet che dava una pluralità di voci, ma megafoni accesi unidirezionali. Quando la nube passò sull’Italia (stando ai telegiornali) furono giorni nei quali si “consigliava” di non mangiare verdura poiché era non-impossibile una sua contaminazione. Fatto sta che in quei giorni riuscivo a trovare  al baretto vicino alla facoltà panini abbondanti come non mai!

Tornando al libro ci sono pagine emozionanti, quelle ad esempio che descrivono la sua esperienza con i “gatti del tetto”, che altri non sono che i dosimetristi esploratori, tutti volontari, che avevano il compito di salire sul tetto del reattore esploso e mappare quello che rimaneva in zone isoradioattive con lo scopo di permettere una maggior sicurezza per i “robot biologici” deputati a spalare poi i detriti. Giusto qualche informazione di dettaglio su quel lavoro, che fa capire la grandezza di questi uomini, poi dimenticati dallo stato. Sul tetto la dose radioattiva era di circa 10.000 roentgen. La permanenza sul tetto ammessa per ogni soldato/volontario era di 40 secondi (che però comportava un assorbimento di almeno 25 roentgen – più di quanto ammissibile per la durata dell’intera vita). E questi uomini al rientro scrivevano il rapporto di esposizione falsandolo di un fattore 10! Si sono citati i “robot biologici”, i soldati, proprio perché l’esercito ci aveva provato a mandare dei veri robot sul tetto, ma a causa dell’intensità dei raggi gamma i loro circuiti elettronici non riuscivano minimamente a funzionare. Così la madre Russia ha utilizzato ciò che disponeva di più a meno prezzo: la vita dei soldati.

Il libro è una testimonianza importantissima di quegli eventi e Igor Kostin ne è stato uno dei protagonisti.

10/06/2011

È morto in un incidente stradale, Igor Kostin, 78 anni, il fotografo ucraino che nel 1986 ha immortalato per primo il disastro alla centrale di Chernobyl. A darne notizia stata la moglie Alla Kostin, precisando che l’incidente è avvenuto alla periferia della capitale ucraina, Kiev.

igor kostin-kScE-U10505965556107PC-700x394@LaStampa.it

Advertisements

2 thoughts on “[photographers]: Igor Kostin

  1. Condiviso qui:

    Non lo conoscevo…devo dire che è stato coraggioso (o incoscente) comunque sia una bella persona. Chissà il suo animo quanto avrà sofferto. Perchè il dolore non è solo accusarlo per noi…è anche vedere il dolore degli altri…

    E poi devo dire che hai avuto veramente una fortuna spacciata nel ritrovare il libro!…e pure scritto in italiano! 🙂
    Bene, ogni tanto ci vuole un colpo di fortuna, diciamo…

    buona giornata
    .marta

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s