[camera oscura emozionale]: l’attesa

Dopo un giro sui monti, prima che arrivi la neve e con ancora qualche foglia sui rami, durante il quale ho scattato 20 pose (2 rullini 6×7), sono tornato e ho sviluppato i due film. Come al solito, nonostante le note redatte sul blocchetto di ripresa, che è parte integrante dell’attrezzatura fotografica, fino a che non si sviluppa il negativo si convive con il dubbio ( diciamo pure ansia) amletico se gli scatti siano riusciti o meno.

Questa volta ho voluto appaiare alla mia solita Fuji Acros100 (che uso con un IE di 64 iso), la ben più nota Ilford Delta 100. Anche quest’ultima l’ho usata a 64 iso, per mia comodità. Non so perchè l’ho presa in realtà, con la Acros del resto mi trovo molto bene e la conosco, ma la curiosità di provarla è stata forte. E’ un pò come quando si ha voglia di cambiare gusto del gelato o della pizza.

Sono 2 pellicole abbastanza diverse nella resa visto che le loro caratteristiche non si eguagliano. Per i tempi lenti, fino a 2″ poi la Across segue la legge di reciprocità mentre la Delta ha bisogno già  dopo 1/2″ di compensazione nell’esposizione. E sulle tabelle, a meno che non si costruiscano da sè con buoni test, è come andare a campi. Il fattore rischio, quindi non è stato basso.

Ho iniziato subito in mattinata la prima serie di 10 scatti con la Delta… e il primo scatto, come al mio solito, è stato un vero fallimento.

La scena era in una faggeta nel bosco, con il sole in pieno controluce tra i tronchi (era ancora basso) che rapidamente si muoveva. Sono scene veloci che vanno colte rapidamente. Come in una scena al rallentatore alla Matrix, nella quale il protagonista Neo schiva i proiettili, mi vedevo nel montare il cavalletto, la fotocamera, i filtri, il cavo flessibile, misurare la luminosità con l’esposimetro, riflettere, riflettere, riflettere, mettere a fuoco, inquadrare e finalmente scattare. Ok, però ne faccio due con tempi diversi, volevo provare il controluce anche con i raggi entranti nell’obiettivo e… Cazzo! Ho lasciato per errore la leva del dorso in Multiesposizioni…. imprecazioni a raffica degne di una Nikon D4.

Così le prime due foto se ne sono ite.. OK l’esordio con la Delta non è stato dei migliori. Poi però, riscaldato dal sangue fluente non  solo non ho più sentito freddo ma sono riuscito a godermi la giornata in concentrazione e leggerezza.

Alcune scansioni appena fatte di un negativo Ilford Delta 100 nel formato 120, sviluppato in Ilford ID11 1+1 a 6′ alla temperatura di 25°C.

Colli Euganei
la faggeta

 

Colli Euganei
la faggeta

 

Colli Euganei
_

 

Colli Euganei
Orto montano

 

Colli Euganei
gli amanti

 

Colli Euganei
il ciliegio

 

Colli Euganei
il ciliegio sull’altura

 

I risultati, almeno a vedere i negativi, mi paiono buoni. Adesso il banco di prova vero e proprio è sotto l’ingranditore. Spèrem ben!

 

 

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