[Anima]: ad occhi aperti

NYC, 42th Street (1992)
NYC, 42th Street (1992)

A questa foto sono molto affezionato, se si può dire così. Forse sarebbe più corretto dire che il rapporto che ho con questo scatto è di rispetto. Di un timoroso rispetto.

E’ un frammento di tempo, che mi è scivolato tra le dita e che è copiato nella memoria, richiamabile a piacimento, solo in virtù di questa immagine.

Questa foto è quanto di più vicino alla verità ci sia nel mio bagaglio di scatti.Ogni volta che la riguardo mi viene in mente il momento in cui la scattai: di pomeriggio, col tele (un 250mm) puntato verso il palazzo di fronte a dove alloggiavo io, al sesto o settimo piano. Non vedevo altro, solo quelle finestre e il brulicare di vita dietro ad esse. Una danza della vita si svolgeva, come in un film muto. Una scena ipnotica e quasi voyeristica. Era uno spettacolo nel quale mi sentivo l’unico spettattore.

Dicevo, di verità, in quanto non era immaginabile inquadrare altro. Non ho escluso nulla dal mio campo visivo.Questo vedevo e questo c’era. Era solo un fatto di ingrandimenti ottici.

I colori delicati disposti in una palette strana. La pellicola positiva Kodachrome li poteva registrare come si deve. Tutto era perfetto. Rari momenti di grazia. Ad occhi aperti.

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