[Teatro]: L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello

Questa volta Talèa TEATRO ha ospitato una rappresentazione risultato di un laboratorio teatrale dei Carichi Sospesi di Padova.

L’opera è “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello ” tratto dall’omonimo saggio di Oliver Sacks (per approfondimenti si veda pure wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/L%27uomo_che_scambi%C3%B2_sua_moglie_per_un_cappello).

Regia Marco Caldiron

Con Raffaele Bonni, Luca Cappelletto, Marta De Santis, Daria Fraccaroli, Andrea Melendugno, Stefano Negrelli, Anna Pretolani, Roberta Sartori, Federica Serpe

Riporto come la produzione presenta l’opera:

Il disorientamento fisico causato dalle disfunzioni neurologiche, la percezione della realtà e il controllo del nostro corpo possono mettere in discussione le incrollabili certezze della quotidianità.
I personaggi presentano storie sbiadite e corpi svuotati, messi in vetrina e scherniti senza che la violenza inflitta possa in alcun modo intaccarli, isolati sensitivamente dalla malattia.

Rileggendo ‘L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello’ di Oliver Sacks abbiamo ritrovato un immaginario composto da corpi che raccontano e constatato come il grande neurologo si sia occupato prima di tutto delle persone.
Ma, abbiamo immaginato anche l’anima più ‘feroce’ di Sacks, l’indagatore scientifico che può esaltarsi nello scoprire un nuovo aspetto della malattia e che, da grande divulgatore, trova un piacere sottile nel gridarlo al mondo.
E allora ci è tornato alla mente come nei primi decenni del secolo scorso, in pieno espressionismo, la malattia e il malato venissero ‘mostrati’ senza censure, un serraglio di freaks da mostrare al mondo, tanto da far esclamare al più grande imprenditore circense di tutti i tempi, Phineas Taylor Barnum: “Se non siete come tutti gli altri, mostratelo!”.

Il lavoro ripercorre così i casi descritti da Oliver Sacks, ma indugia anche nel mondo circense ed espressionista, attorniato da clown, freaks, presentatori, attingendo ai testi di Wedekind, alle immagini di James Enson, alle musiche di John Cage e di Kurt Weill e ai film di David Lynch.
Spettacolo che mette in scena corpi di persone affette da patologie neurologiche di diversa natura, portando a scoprire realtà imprevedibili, talvolta dolorose.

Ed ora qualche foto della serata:

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Buona serata!

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3 thoughts on “[Teatro]: L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello

  1. complimenti per tutto il tuo lavoro fotografico davvero eccellente, per me un onore le tue visite,
    Amo Maraini le sue foto de le ama di Hèkura avevo scritto anche qualcosa dopo aver visto le sue foto meravigliose.
    Scusami se sono fuori tema qui ma non trovavo dopo poter lasciare i miei complimenti e buon lavoro, grazie ancora un caro saluto dal Po…:-)
    anche queste foto del teatro sono davvero belle ed interessanti

    1. Mi piace la tua fotografia e la sensibilità che esprimi. Parlare del proprio territorio non è facile ma tu ci riesci egregiamente. Le delicate atmosfere del Po sono come candele nelle tenebre delle metropoli.

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