[Architettura]: Verso l’alto – Milano (1a parte)

Nell’architettura gotica si ha una spazialità dinamica che si sviluppa in una ascensionale verticalità delle forme, spinte fino all’inverosimile. Tale propensione si assocerà ad una volontà di tensione dell’anima a Dio e ciò costituirà la base del significato simbolico delle cattedrali gotiche, sospese tra spiritualità ed eresia, tra il cielo e la più terrena delle megalomanie: la sfida alla forza di gravità. Tale tendenza, nasce e si sviluppa in Nord Europa, prevalentemente, nei secoli XIII e XIV. Il gotico vuole stupire, convincere e inibire ed è l’espressione del potere religioso dell’epoca. [http://www.fotoartearchitettura.it/storia-architettura/gotica.html]

Proprio di questa tensione ho trovato interessante cercare traccia nella città italiana che più vuol stupire a livello architettonico: Milano.

Vi è un’evoluzione del concetto di tensione verticale verso l’altro che permane nel tempo ma che muta però di significato. Passiamo infatti dal grattacielo gotico (il Duomo) che ha come scopo quello di stupire l’uomo di fronte alla capacità del suo ingegno posto totalmente al servizio di Dio, e giungiamo ai grattacieli laici costruiti ultimamente che hanno mutato il Dio in qualcosa di più terreno e a misura d’uomo ma che continuano ad avere come primo scopo quello di stupirlo con la loro sfida alla gravità.

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Dainese_04012015_0178_Master-ModificaDi giorno e di notte.

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3 thoughts on “[Architettura]: Verso l’alto – Milano (1a parte)

  1. Purtroppo oggi si costruisce allo stesso modo in ogni parte del mondo, un grattacielo di Milano potrebbe stare a Toronto come a Singapore, e questo toglie molto allo stupore. Il mondo è più piccolo oggi, ci sono meno cose da scoprire.

    1. E’ vero. La comunicazione globale tende ad appiattire (parlando di verticalità sembra un ossimoro) l’originalità. Però, secondo me, i grattacieli (e mi riferisco in questi post solo a loro) vanno visti nell’ambito del progetto complessivo di uso dello spazio occupato e di collegamento con il resto dell’area urbana (ne parlerò la prox volta). Questo per non dare solo valenza negativa al cemento verticale 😉

      1. Sono d’accordo, non sono contro gli edifici verticali, anzi mi appassionano, ma contro il conformismo insipido e il provincialismo per cui se non imiti lo stile internazionale corrente ti vengono i complessi di inferiorità. L’arte e la cultura italiane sono state grandi quando sono state italiane.

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