[Fine Art]: Rose dell’essere

Nella costruzione della mia mappa, che definisce l’orizzonte fotografico personale, una zona molto chiara e definita, in continua espansione, è quella dedicata ai fiori e alla loro rappresentazione simbolica.

Nell’incrociare i percorsi di altri fotografi, soprattutto giapponesi, come quando delle formiche si incontrano, ci si scambiano dei messaggi da far poi circolare. Uno dei punti condivisi consiste nella consapevolezza che fotografare i fiori non è  sinonimo di usare macro obiettivi e riprodurre fedelmente la realtà. Anzi, è fare spazio dentro di sé, ascoltarsi, comunicare e mettersi in relazione con il mondo esterno. Questo richiede un tempo soggettivamente lungo e un’interpretazione della realtà personale e quindi unica.

La maggior parte dei fotografi dell’essere (mi piace chiamarli così) arricchisce questa ricerca anche nello sviluppo e nella stampa manuale in camera oscura e con apparecchi fotografici a lastre, il tutto per mille motivi personali, ma che principalmente si riconducono al controllo completo del soggetto e poi della stampa (in genere a contatto). Vecchi procedimenti chimici poi danno quel valore di opera unica tanto caro alle arti “canoniche”. Non è però questa condizione necessaria per trattare la fotografia dell’essere.

Di seguito due lavori fatti all’aperto, senza “turbare” le piante, con l’ausilio del flash esterno e di un semplice cartoncino bianco per isolare i soggetti dallo sfondo. Ho cercato il modo più naturale di fotografare per esprimere quella sensazione di pace interiore e di gioia che stavo vivendo.

La prima fotografia è di una rosa antica bianca, che è appena fiorita e che appartiene ad una pianta di un anno, piantata il 30 aprile dello scorso anno a memoria di mia mamma. Ne porta il suo nome e quando, nonostante le cure, in settembre scorso ha dato segni di sofferenza, è diventato improvvisamente molto importante per me riuscire a recuperarla. E quest’anno fiorisce che è una meraviglia! La rosa è isolata e i suoi petali richiamano il drappeggio di un tessuto pregiato.

 

 

Rosa
Rosa

 

La seconda fotografia invece è una composizione e l’aspetto che volevo mettere in risalto è la differenza e la coesistenza nell’unità di tempo, di piccoli boccioli ben definiti regolarmente  dalle silhouette orientali, e i grandi fiori aperti a struttura semplice bianchi. Al loro centro le mille antere che sembrano pregare con le braccia levate verso il cielo.

 

Rosa
Rose e boccioli

 

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3 thoughts on “[Fine Art]: Rose dell’essere

  1. La prima è stupenda….
    La seconda pur apprezzandone la composizione non ha, secondo me, la morbidezza…non so…

    ti faccio i complimenti, perchè è una ricerca che svolgi molto bene…
    grazie

    ciao
    .marta

  2. Bellissime davvero!
    La prima esprime con la sua eleganza e semplicità l’essenza di un amore intramontabile,
    La seconda ha un fascino particolare con lo stile minimalista, quasi zen, delle antere e dei boccioli, la corolla mi sembra passi quasi in secondo piano, anche se proprio per la sua forma completamente aperta sembra far risaltare di più lo spazio intorno alle antere..

    “il pieno ha una sua funzione,ma l’utilità essenziale appartiene al vuoto.” Lao Tzu.

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