[Venezia e sculture]: Rioba e suoi fratelli

In Campo dei Mori a Venezia ci sono 4 magnifiche opere che ritraggono Antonio Rioba e suoi fratelli (Sandi e Afani).

[aggiunto il 1° ottobre]: un grazie a Chagall per questa lettura deliziosa:

http://alpeggiononcemaifine.wordpress.com/2011/10/01/leggende-veneziane-i-tre-mercanti-trasformati-in-pietra/

da: http://matematica8.ilbello.com/sweb8turR10/venezia/arsenale/cmori.html

Queste statue rappresentano i Mori, i fratelli Rioba, Sandi e Afani, i cui nomi sono incisi sopra le loro teste, che fuggirono dalla Morea (Grecia) nel 1112 per dissidi politici. Questi erano commercianti in spezie e tessuti e una volta arrivati a Venezia si diedero il nome “Mastelli o Mastella”. Negli anni ci si è domandato chi rappresentasse la quarta statua: molto probabilmente è il servitore dei 3 fratelli, lo stesso che è raffigurato nel fregio della facciata di Palazzo Mastelli, mentre conduce un cammello. Questa statua è posta in una nicchia quattrocentesca sotto la casa del famoso pittore Tintoretto.
La statua con il naso in ferro è appunto Antonio Rioba che nel corso del tempo è diventato una specie di Pasquino veneziano, a cui si attribuiscono scherzi e ingiurie. La statua che regge in mano un cofanetto, nel 1830 fu prelevata dal suo posto e trasportata dal proprietario dell’epoca su una villa di campagna per poi ritornare al suo posto originario solo lo scorso secolo. Un altro elemento caratteristico del Campo dei Mori è la vera da pozzo del 600 – 700 in pietra d’Istria, con due rigonfiamenti posta su un basamento circolare che porta uno scudo con una barra a scacchi, simbolo della famiglia Mastelli.
Queste statue di pietra secondo alcuni non sono altro che ciò che rimane dei 3 mercanti, pietrificati a causa della loro disonestà, come racconta la leggenda de…

Gli Ipocriti Che Divennero Sepolcri Imbiancati
“Possa il Santissimo Iddio far diventare subito questa mia mano di vera pietra se ciò che vado affermando non è vero”; questa era la frase preferita del Signor Antonio Rioba . Le sue esagerazioni erano tollerate solo perchè la gente aveva interesse a conoscere i racconti dei suoi viaggi. I Mastelli godevano della fama di buoni affaristi ma erano disonesti e sbruffoni: ogni giorno si ingeniavano su come incrementare il loro capitale disonestamente. Divennero ben presto insopportabili ma nessuno osava metterglisi contro perchè con i loro soldi potevano comprersi qualsiasi giuria.
Una sera di febbraio una donna suonò alla campanella di casa Mastelli; questa disse di voler comprare del tessuto di Fiandra perchè sembrava un buon affare. Era rimasta vedova da 2 mesi e doveva mandare avanti il negozio di tessuti. Rioba la portò nel magazzino dove i suoi fratelli stavano riordianando le merci; vedendo che la donna non se ne intendeva, Rioba spacciò un rotolo di cotone per tessuto di Fiandra. L’uomo pronunciò la sua famosa frase e la donna chiamò a testiomone Dio dell’onestà dei 3 fratelli. Nel momento uin cui le monete toccaronmo la mano del marcante, queste e la mano dell’uomo iniziarono a trasformarsi in pietra così conme tutto il corpo. Stessa sorte toccò ai due fratelli. la donna non era altro Santa Maddalenta che si era presentata lì per dare un’ultima chance ai fratelli.
Una volta che le tre statue furono ritrovate vennero murate sulle pareti esterne della casa.
Nei secoli si è vista la statua di Rioba piangere nelle fredde giornate di febbraio… e se una persona dall’animo puro toccasse il petto della statua potrebbe ancora sentire il battito del cuore…

Rioba
Rioba
terzo fratello di Rioba
secondo fratello di Rioba
terzo fratello di Rioba
il mercante
il mercante
edicola con dipinto
Advertisements

3 thoughts on “[Venezia e sculture]: Rioba e suoi fratelli

  1. Ciao, è la prima volta che lascio un commento qui.
    Stavo cercando qualche immagine della statua del Sior Rioba da allegare a un post che ho intenzione di fare dedicato alla sua leggenda, quando mi sono imbattuto in queste splendide immagini.
    Io le trovo fantastiche! Ti darebbe fastidio se le utilizzassi per il mio articolo, ovviamente citandoti e linkando il tuo blog? Naturalmente non farò nulla senza il tuo permesso.
    Saluti,
    Enrico

    1. In ritardo mostruoso ho pubblicato l’articolo linkandolo al tuo blog e accreditandoti le immagini.
      Se c’è qualcosa che non ti piace o che vuoi che modifichi o aggiunga non esitare a dirmelo.
      Ancora grazie Carlo.
      Buon sabato.
      Enrico

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s